PLACEBO, NOCEBO E COMUNICAZIONE IN 4 PASSI
Scriveva Samuel Hahnemann, il fondatore dell’Omeopatia nel suo Organon al primo paragrafo dell’opera: scopo principale ed unico del medico è di rendere sani i malati ossia, come si dice di guarirli.
Il concetto è a mio avviso condivisibile qualsiasi indirizzo vogliamo noi dare alla nostra attività terapeutica.
I medici devono guarire i malati, che ci riescano con un’ azione farmacologica o che l’ottengano grazie all’effetto placebo il risultato comunque soddisfa le intenzioni. Al contempo è importante agire su tutte le variabili che possano determinare un allontanamento del paziente dalla terapia. Tra esse ruolo preminente ha l’effetto nocebo.
Non è mia intenzione, in questo post, promuovere un sistema rivolto ad ottenere solamente guarigioni spontanee. La mia idea è quella di sottolineare come il risultato delle nostre proposte terapeutiche, di qualunque tipo, sia molto influenzato dal nostro modo di porci nei confronti del paziente. Il successo di una cura è legato anche alla nostra capacità di comunicazione.
MEDITAZIONE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE
Riportiamo oggi con estremo piacere una notizia proveniente dagli Stati Uniti d'America.
Un' equipe di ricercatori guidata da Glenn N. Levine per conto dell'American Heart Association (una delle principali società scientifiche operanti in campo cardiologico a livello internazionale) ha rivisitato tutti gli studi scientifici disponibili su varie forme di meditazione e di attività mente-corpo.
Questa revisione è stata la prima in assoluto proposta da una società scientifica di tale livello.
Sono state considerate tutte le forme di meditazione seduta, non solo la Meditazione Trascendentale, ma anche le altre forme come la Samatha, la Vipassana, Zen, Raja-yoga, le tecniche Mindfullness e così via, tra le attività mente corpo il Tai Chi o lo Yoga.
Premesso che gli studi condotti sull'argomento sono ancora pochi e spesso di qualità discutibile (in base ai criteri dell' American Heart Association), le conclusioni a cui giungono gli autori lasciano riflettere.
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