UNO SGUARDO ALLA BORSA





Oggi parliamo di Borsa che, dopo la crisi patita nei primi mesi dall’esordio della pandemia, ha mostrato, nel corso del 2021, una graduale e progressiva crescita dei principali indici.

A titolo esemplificativo ho voluto mostrare nell’immagine di copertina l’andamento dell’indice FTSE MIB.

Ci capita spesso di sentire di prodigiose performances finanziarie dei titoli collegati alla produzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici indirizzati alla cura e prevenzione del Covid 19 a cominciare dai vaccini stessi.

Per questo ho voluto analizzare, nello stesso periodo,  l’andamento delle azioni Pfizer, principale attore in campo, in concorrenza solamente con Moderna (considerata la prematura dipartita di Astrazeneca e la estromissione di Johnson & Johnson dal mercato dei "Booster").




Anche in questo caso possiamo confermare la generale tendenza alla crescita del titolo  nel corso dell’anno. Ma  con un andamento più particolare.

Analizzando da profani questa curva possiamo notare un andamento più irregolare caratterizzato dalla presenza di diversi “picchi”.

Il primo compare alla fine del 2020. E' di quel periodo la pubblicazione sul New England Journal of Medicine dello studio che ha testato l’efficacia del vaccino su una popolazione di oltre 43000 soggetti suddivisi in due gruppi. Sulla base di tale studio le principali organizzazioni sanitarie (FDA, EMA ed AIFA, per citare le più importanti per noi) hanno approvato la distribuzione del vaccino.

I picchi successivi coincidono, non del tutto casualmente, con i principali provvedimenti varati dal governo Draghi nel corso dell’anno.

Abbiamo quindi una salita decisa immediatamente dopo il Decreto legge del 1 aprile 2021 (n° 44) con il quale venivano sancite da una parte l’obbligo vaccinale per tutti gli operatori sanitari e, dall’altra parte, la non perseguibilità medico-legale dei medici vaccinatori.

Al 1 luglio risale una prima formulazione della certificazione verde, per ottenere la quale era privilegiato chi era stato sottoposto a vaccinazione, meglio se con due dosi. Anche in questo caso la curva presenta un'ulteriore salita.

Un passo successivo, ed un’ulteriore spinta alla crescita del titolo azionario,  è stato determinato dall’obbligo di certificazione verde per gran parte dei lavoratori avvenuto a partire dal 15 ottobre.

Non possiamo ancora prevedere cosa provocheranno le più recenti disposizioni in base alla quale è stato dapprima istituito il Green Pass rafforzato fino all’introduzione dell’obbligo vaccinale per tutti i cittadini che abbiano almeno 50 anni. 

Sulla carta quest’ultima “spinta” potrebbe trovare sul campo due nuovi concorrenti per Pfizer: il vaccino Novavax autorizzato il 22 dicembre da AIFA ed il Valneva di imminente autorizzazione.

Ma riusciranno queste due nuove unità a diventare effettivamente due risorse in concorrenza con i colossi già in campo?

Non vorrei che questa potente campagna di promozione della vaccinazione, nei tempi e nei modi, tradisca il malcelato scopo di favorire gli investimenti in una sola direzione.

Money makes the World go around!




CERATISMO



Cerato (plumbago capensis) è un fiore che Bach colloca nel gruppo dei fiori “per coloro che soffrono di incertezza”.

Nella descrizione originale che fa il padre della Floriterapia, Cerato è il fiore: per coloro che non hanno abbastanza fiducia in se stessi per poter prendere da soli delle decisioni. Chiedono sempre consiglio agli altri, ma ne sono spesso fuorviati.

Tutti quelli che una volta nella vita si sono ritrovati a dire: “non dovevo dargli retta…” hanno attraversato una fase Cerato.

C’è però chi i tratti salienti di questa essenza li ha ben impressi nel carattere.

Cerato viene comunemente descritto come la persona che fa mille domande, che è insicuro su tutto ed ha mille dubbi, un vero tormento per qualunque venditore o conferenziere.

Ma in maniera molto più sommessa gli individui Cerato possono esprimersi nei modi più disparati.

Sono patologicamente attenti alla moda, alle tendenze, sono i ragazzi del branco, più spesso in soccorso dei bulli che dei bullizzati. 

Sui social sono i maghi del copia e incolla o della condivisione, sono perfetti estensori del pensiero altrui.

Le loro dinamiche si basano sulla completa mancanza di fiducia in se stessi e nelle proprie idee, del tutto privi di spirito critico. 

Hanno così poca fiducia nelle proprie idee che vanno all’affannosa ricerca di opinioni altrui e, quando se ne convincono, le fanno proprie difendendole ed imponendole con grinta, con autorità.

Non a caso Kramer sostiene che i tipi Cerato compensano la loro insicurezza trasformandosi in Vine, il carattere più intransigente e dittatoriale di tutto il sistema floreale di Bach.

E’ facile vedere questa caratteristica nel burocrate estremamente rigoroso nell’applicare il regolamento anche quando questo sia palesemente fuori luogo in determinati frangenti.

Ma quando l’insicurezza diventa patologicamente predominante, sempre secondo Kramer, Cerato diventa influenzabile ma non si convince e quindi passa da un atteggiamento ad un altro, da una moda all’altra da un’idea all’opinione opposta perché cade in uno stato Wild Oat, il fiore di chi è alla perenne ricerca di una direzione. 

Siccome in molti fiori Bach riconosce anche una missione spirituale, per Cerato questa è quella di passare dall’Ignoranza alla Saggezza.

Ma finché questa evoluzione spirituale non si realizza, Cerato rimane un dispensatore di ignoranza.

A questo punto può essere più chiaro comprendere cosa intendo per Ceratismo.

Io credo che tante volte nella storia dell’umanità ci sia stato, a livello sociale, una grossa prevalenza di individui che si possono riconoscere nella personalità del Fiore di Bach Cerato.

Sono persone facilmente manipolabili che i Vine “veri”, quelli che Orozco definisce i Vine “primari”,  o i Vervain, che possiamo per semplicità definire come i fanatici, individuano come strumento per alimentare ed esaltare il proprio ego. Sono, per intenderci, quelli che erano lì nelle adunate oceaniche e che poi spesso si sono ritrovati in adunate opposte quando gli ideali di un tempo, oramai da loro rinnegati, sono decaduti.

Cerato è, come dicevo, assolutamente privo di spirito critico, quando un messaggio lo ammalia, lui lo fa suo, è quello del copia e incolla senza domandarsi se dietro il messaggio da lui condiviso ci sia un intento manipolatorio o addirittura truffaldino. 

Eh sì, Cerato è spesso vittima di truffe.

Se volete diffondere un’idea assurda, priva di logica, individuate un soggetto Cerato, inculcategliela e lui farà da vostro portavoce. 

Ma per fare questo dovete avere una grossa componente Vine o Vervain nella vostra personalità.

Se Cerato, quindi, si riferisce all’individuo, il Ceratismo è l’estensione dello stesso concetto nel sociale, nei media, è il meccanismo che fa sì che l’idea diventi condivisa dall' “opinione pubblica” fino a trasformarsi nel “pensiero unico” che può arrivare ad essere la base, ahimè, di tante derive autoritarie e dittatoriali.



Pensate, quindi, quanto questo dolce e tenero fiorellino azzurro possa diventare fastidioso quando il suo carattere si diffonde in maniera epidemica, quando diventa Ceratismo!

Ah se ci fosse più cultura riguardo ai Fiori di Bach!

LA STRATEGIA VACCINALE

mappa mondiale delle vaccinazioni al 19 marzo 2021




È tempo che tutti ci vacciniamo per prevenire il Covid 19.

Ci piacerebbe essere concettualmente contrari a quella che sembra quasi un’imposizione dall’alto ma tutte le possibili nostre obiezioni vengono smentite da un’evidenza: il piano è mondiale e non limitato a poche nazioni.

Eppure qualcosa non quadra.

Sin dall’inizio della pandemia, quando ancora molti non credevano che questa nuova malattia avrebbe avuto uno sviluppo pandemico, è sembrato evidente che la prima ed unica strategia terapeutica proposta fosse quella di arrivare nel più breve tempo possibile ad una vaccinazione per tutti.

A distanza di oltre un anno dall’insorgenza dei primi casi poca chiarezza c’è riguardo alle terapie da seguire alla prima insorgenza dei sintomi. Qualunque ipotesi terapeutica, per fare l'esempio dell'Italia, viene ostata da un componente del cosiddetto Comitato Tecnico Scientifico come non supportata da evidenze scientifiche.

Ma quello che manca è solo il tempo, le evidenze, per quanto riguarda i trattamenti, si consolidano dopo anni di osservazione e migliaia di casi studiati.

Il fattore tempo, invece, non ha inciso per la vaccinazione. I vaccini messi in campo, per quanto innovativi, vengono approvati dagli organismi preposti (che siano FDA negli Stati Uniti, l’EMA in Europa o l’AIFA in Italia) in una fase 3 della sperimentazione ancora in corso in base a risultati preliminari che, in quanto tali, vanno considerati ancora come   parziali e provvisori.

Questo spiega perché si sia verificata una variazione nel dosaggio dei vaccini Pfizer-Biontech: originariamente una fiala del vaccino poteva essere suddivisa in cinque dosi, attualmente la stessa fiala viene suddivisa in sei dosi. Per non parlare di quanto si sta verificando con il Vaccino Astra-Zeneca che, consigliato in un primo tempo solamente agli Under 55, attualmente sembra indicato principalmente agli uomini Over 60 (anni d'età). Senza contare che sembra prevista per tutti una terza dose di qualunque vaccino il prossimo autunno in previsione di un' ennesima nuova ondata dell'epidemia.

NON TUTTI GLI OTTIMISTI SONO IMBECILLI


Sono più di due mesi, ormai, che la nostra quotidianità è scandita dal confronto con una realtà che continua a destare apprensione ed inquietudine. L'epidemia di Covid 19 non è ancora debellata e, accanto alla speranza alimentata da un imminente passaggio dal lock-down alla tanto agognata fase 2, vive lo sconforto di fronte ad una futura recrudescenza del contagio o addirittura alla ripresa dell'epidemia nel prossimo autunno paventate da alcuni.
Le Cassandre dell'informazione ci dicono che non ci libereremo del problema se non tra qualche anno e che gli entusiasmi vanno smorzati. 
L'ottimismo viene bollato, spesso, come espressione di incoscienza.
Come già nel post precedente La Paura del Virus, cercherò di definire meglio il problema analizzando i numeri forniti dai canali ufficiali.
Nel post citato ho espresso l'idea che avremmo avuto piena coscienza della portata del problema soltanto nel tempo. 
Avevo accennato, per esempio, all'idea di confrontare l'incremento della mortalità prodotto dall'epidemia con i dati a nostra disposizione per gli anni precedenti. 
Dal sito dell'ISTAT rileviamo una costante differenza tra il numero di decessi osservato a gennaio (il mese del "picco influenzale") e a giugno, che in genere è superiore alle 20000 unità. 
I dati che ci fornisce il Dipartimento della Protezione Civile indicano che alla data del 1 maggio sono decedute complessivamente in Italia, per/con Covid 19,  poco più di 28200 persone. 
Questo ci spingerebbe a concludere per un impatto di scarso significato dell'epidemia, considerato che il tutto si è verificato in un arco di tempo poco superiore ai due mesi. 

LA PAURA DEL VIRUS



Un virus  che non si era mai manifestato prima  sta terrorizzando il pianeta. La sua diffusione è stata rapida e molto estesa, una pandemiaAltrettanto rapida ed estesa è stata la diffusione del terrore che origina dai tanti dubbi.

Il primo, e più pressante, riguarda i danni che l'epidemia potrebbe creare e quale fetta della popolazione mondiale  potrebbe essere contagiata o addirittura uccisa. I primi a subirne le conseguenze sono stati , al solito, i più deboli, gli anziani,  o soggetti con patologie gravi già in atto. Ma si fa sempre più insistente la voce di casi complicati e, a volte, mortali, in soggetti giovani e, peraltro, in buona salute. E sempre più spesso è contagiato e si ammala, anche gravemente, il personale (medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari) che lavora presso le strutture di ricovero. 
Quotidianamente viene fornita una panoramica aggiornata dell'andamento della situazione a livello mondiale da molti siti istituzionali, primo tra tutti, quello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per quanto riguarda la nostra nazione, il sito della Protezione Civile offre una panoramica dettagliata aggiornata quotidianamente. 

BANDO AGLI STEREOTIPI


Molto spesso per comprendere sistemi complessi siamo obbligati a ricorrere a semplificazioni, a schematizzazioni, che però possono creare un' immagine distorta della materia che andiamo ad approfondire.
Questo si verifica, purtroppo,  anche quando trattiamo di una materia come quella delle medicine naturali. 
Capita che, per convenzione, creiamo degli stereotipi che, alla lunga, possono portarci a pregiudizi riguardo a particolari essenze.
Facciamo l'esempio di Nux Vomica, un rimedio omeopatico. 
Ruggero Dujany definisce Nux Vomica, nella sua Materia Medica, un “incazzoso rompiballe di un signor precisini”. 
Lui, in realtà, non limitava la sua trattazione a questa frase esemplificativa, ma la stessa si prestava ad essere memorizzata isolatamente, avulsa dal contesto in cui veniva espressa, così diventando fuorviante. 
Personalmente ho sempre considerato i Nux Vomica come degli incazzosi rompiballe precisini, sbagliando.
Quando iniziamo ad impegnarci in un qualsiasi studio viene spontaneo costruire idee estremamente schematiche per chiarirci concetti spesso complessi. Certi schematismi nella loro semplicità arrivano ad essere a volte caricaturali, come nel caso della descrizione di Nux Vomica sopra citata.  
Un meccanismo che ci agevola nell'apprendimento della materia può però allontanarci dal vero obbiettivo della nostra ricerca che è quello di curare le persone, alleviare le loro sofferenze.
Anche nel campo dei Fiori di Bach è difficile sfuggire a questi meccanismi.
Abbiamo così costruito degli stereotipi positivi.

EFFETTO ZENZERO


Diversamente da quanto possiate pensare, lo scopo che mi ha spinto ad elaborare  questo post  non è quello di illustrare le molteplici proprietà terapeutiche di questa radice. 
Il mio intendimento è assai più frivolo.
Gli appassionati di medicine naturali sicuramente già conoscono tutte le doti dello zenzero e tutti i benefici che l’organismo può trarre dalla sua assunzione per le proprietà digestive, antinfiammatorie, antimicrobiche ed analgesiche, per citare solo quelle più riconosciute.  
Lo zenzero è utilizzato come coadiuvante nelle diete per la sua capacità di “sgonfiare la pancia" ma anche per contribuire a risolvere i più svariati disturbi digestivi: nausea, digestione rallentata, meteorismo, intolleranze alimentari, ernia jatale, ulcera, colon irritabile, disbiosi intestinali.
Lo zenzero è utilizzato in tisane, polveri, olii ed estratti ma ha anche caratteristiche alimentari particolari per cui è spesso ingrediente di piatti preparati seguendo principi di una moderna cucina “fusion”.  Eh già, perché sicuramente, andando a ricercare nei vecchi libri di cucina più rappresentativi della tradizione culinaria nazionale, difficilmente potremmo trovarvi ricette a base di  zenzero. 
Gari: zenzero sotto aceto di mele e zucchero (a destra)
E’ soprattutto con la diffusione nel nostro territorio di cucine etniche che ne abbiamo imparato ad apprezzare anche il sapore.
A tal proposito, proprio leggendo qualche giorno fa  una rivista di cucina contemporanea, notando quanto frequentemente lo zenzero venga utilizzato, ho avuto una specie di “illuminazione”
Mi è venuta in mente una precisa domanda: ma fino a qualche anno fa chi, nei territori della cultura occidentale, avrebbe mai tenuto in considerazione lo zenzero?(l’espressione che mi era venuta in mente era decisamente più colorita, ma poco in linea con lo stile di questo blog).
E’ stato quello il momento in cui ho maturato il concetto "effetto zenzero".

HO VISTO UN CENTAURY!!!

L'immagine sotto il titolo ritrae un Centauro. L'ho inserita perchè mi piaceva ma non ha nulla a che vedere  con il fiore di Bach Centaury (Centaurea o Centaurium Umbellatum)

La mia formazione medica classica fa sì che io mi accosti al territorio delle medicine naturali con estrema prudenza e circospezione.
La riserva che il mondo accademico ufficiale muove a chi utilizza approcci terapeutici non convenzionali è riferita ad una presunta carenza di criteri scientifici incontrovertibili.
Per verificare l’opposto non dobbiamo trasferire la nostra pratica sul territorio della medicina ufficiale ma dobbiamo valutarla secondo criteri universali.
Un criterio inoppugnabile per stabilire il carattere scientifico di una qualsiasi disciplina è la riproducibilità dei suoi risultati o, in altri termini, la prevedibilità di particolari reazioni al trattamento o al mancato trattamento.
In base a questo criterio la medicina ufficiale non è priva di lacune, quelle lacune che sono denunciate dai pazienti stessi che spesso ci fanno domande del tipo: ma perché se prendo la medicina che ha dato a mia moglie per la pressione io non ho alcun giovamento? Oppure: perché mio marito tollera una medicina che io non ho mai sopportato? Senza accennare affatto a quella che può essere l'obiezione numero uno:  perché se questa medicina è la cura alla mia malattia io la debbo prendere a vita?

NEL LABIRINTO DELLA MEDICINA NATURALE


Quante volte ci capita di sentire parlare di Medicina Naturale e quante volte ci capita di sentirne parlare in maniera impropria. Spesso sentiamo definire omeopatico quello che omeopatico non è ed a volte viene definito naturale ciò che naturale non è.
Scopo di questo post è chiarire, anche a me stesso, cosa si intenda per medicina naturale e cosa distingua tra loro le diverse forme di medicina naturale.
Una premessa è d'obbligo: non dobbiamo considerare la medicina naturale solamente come un’alternativa alla medicina ufficiale in quanto, per certi aspetti, la possiamo considerare una sua integrazione. Non possiamo non tener conto, a riguardo, del fatto che la medicina ufficiale alle sue origini era … naturale.
Altra considerazione da sottolineare, prima di trattare l'argomento, è che la medicina naturale non è una solamente, in quanto si compone di una serie di pratiche spesso estremamente differenti tra loro.

SIAM TUTTI FIGLI DI ... CHICORY!




Era un pomeriggio come tanti altri nel poliambulatorio. 
Al loro turno i tre entrarono nella mia stanza. La madre, un’ottantenne con una faccia serena, come quella di tante sue cotanee, serena soprattutto se paragonata alle espressioni evidentemente preoccupate dei due figli. 
Dei due la femmina non solo con l’espressione ma anche con il suo racconto riferiva di una madre in uno stato seriamente compromesso e che probabilmente non aveva più alcun organo funzionante a sufficienza. Il maschio, da parte sua, era impietrito e rassegnato di fronte a tal concentrato di patologie.In risposta  al mio tentativo di “raccogliere” l’anamnesi il ruolo di protagonista se lo contendevano i due figli che cercavano di illustrarmi con dovizia di particolari tutte le sofferenze della mamma così come tutte le sue intolleranze farmacologiche.
In realtà la situazione non era così grave come i figli la dipingevano e, di fronte ad una candida ammissione, da parte della diretta interessata, di sentirsi meglio da qualche settimana, il figlio l’apostrofava con un “ma come?” mentre la figlia continuava a segnalarmi l’eccessivo pallore del volto della madre e la sua evidente difficoltà a respirare.
Più passava il tempo più l’anziana donna ostentava una sensazione di rilassamento e beatitudine che, all’occhio dei figli, era del tutto incompatibile con la gravità del suo quadro clinico.
Il colpo di grazia, per i due scudieri, è stato inferto da me quando ho espresso il mio giudizio finale: “signora complimenti, l’ho trovata molto bene!”


Come possiamo spiegare questa scena molto comune?
Con riferimento ai Fiori di Bach il nostro pensiero si rivolge immediatamente a Chicory.

TRATTIAMO LA CRISI DI GOVERNO CON I FIORI DI BACH?


Nel mese marzo in Italia si sono svolte le elezioni politiche che hanno sancito un verdetto inequivocabile: non esiste una maggioranza precostituita che possa inviare il suo rappresentante dal Presidente della Repubblica per ricevere l’incarico a formare un nuovo Governo per il Paese. Questo voleva dire che schieramenti che in campagna elettorale si erano opposti con veemenza enfatizzando con estremo vigore tutti i punti di divergenza, dovevano adesso cercare un accordo, smussare gli angoli, per stilare un programma condiviso attenuando le diversità e far sì che il Paese potesse avere comunque il nuovo Governo.
Sembrava che questa impresa fosse riuscita a Movimento 5 Stelle e Lega, due formazioni che partivano da posizioni molto lontane ma che, magari su istanze che gli antagonisti definiscono “populiste”, sono riuscite a trovare un certo accordo.
In effetti settimane di lavoro hanno portato a trovare dapprima un Primo Ministro su cui poter fare affidamento e quindi una “squadra” di ministri da presentare al Presidente della Repubblica.

E’ a questo punto che è successo l’irreparabile: Savona no!  ha tuonato il Presidente della Repubblica e, per colpa di un nome non gradito alla più alta carica dello stato, per via di equilibri internazionali da difendere, tutto è andato a monte.





I LAVORATORI DI BACH


L'immagine che campeggia in cima al post è quella che negli ultimi giorni sta invadendo i social ed i giornali di tutto il mondo.  Si tratta della fotografia di Dolores, una contadina spagnola di cui è stata enfatizzata la somiglianza fisica con il presidente americano Donald Trump.
L'idea che l'immagine trasmette è quella di una donna che viva del proprio lavoro, di un lavoro che è fatto di fatica e sudore.
Quando pensiamo ai Fiori di Bach da associare a questo tipo di attività la nostra mente corre immediatamente ad un solo Fiore: OAK.

MA COME AGISCONO I FIORI DI BACH?









Un recente articolo del Dott. Ricardo Orozco, che, oltre ad essere il mio maestro, può essere considerato uno dei più autorevoli studiosi ed innovatori della Floriterapia a livello internazionale, analizza le possibili modalità in cui si manifesta l'azione dei Fiori di Bach.
La particolarità degli articoli di Orozco è che i suoi contenuti, essendo frutto di un'esperienza diretta, sono ampiamente condivisibili.
Nel suo articolo l'autore indica fondamentalmente due meccanismi differenti ma non alternativi. Addirittura ammette che ne possano essere individuati ancora degli altri. 
Schematicamente, comunque, indica due possibili modalità d'azione.

La prima, "dal di fuori al di dentro" coinvolge la mente in un processo di consapevolezza di un cambiamento, un'evoluzione. Come se in una sorta di trasposizione (o "metaposizione" come la definisce lui) ci osservassimo dall'esterno,  così come ci osserverebbe un estraneo.
Il secondo processo, "dal di dentro al di fuori", esclude la mente cosciente ed è più presente a livello istintivo ("animale" come lo definisce Orozco). E' il processo che si verifica negli animali trattati con le essenze che modificano i loro comportamenti inconsapevolmente ma verso atteggiamenti più sani ed equilibrati. Lo stesso processo, però, si può verificare anche nelle persone trattate che possono modificare i loro atteggiamenti, le loro reazioni, per lo meno inizialmente in maniera non cosciente. Senza passare pertanto per la mente ma per un livello di coscienza più elevato. Ciò si può verificare anche quando il cliente assume i Fiori inconsapevolmente in quanto sono somministrati al di fuori di un procedimento terapeutico definito o in maniera occulta, pratica che Orozco non condivide.

TRA MEDICINA SPECIALISTICA E FLORITERAPIA

Scleranthus



Honeysuckle
La medicina ai giorni nostri non è più la medicina dei nostri padri. E’ una medicina che ricerca ambiti di competenza sempre più ristretti e particolari dove l’unità dell’essere umano, del malato, è persa ed il quadro morboso è incasellato in una interminabile  rassegna di patologie. La pratica medica corrente è sempre più orientata a definire una patologia, a costo di inventarla,  perché così facendo risulta consequenziale percorrere uno specifico protocollo diagnostico e terapeutico.
 Qualcuno rimpiange i medici che potevano curare tutto. Il rammarico è per una medicina che ha perso la visione d’insieme a vantaggio dell’  infinita proliferazione di ambiti specialistici.
Vervain
Fa da contraltare, alla deriva della medicina ufficiale nell’oceano della multispecialità, il continuo sbocciare di discipline “olistiche” sempre nuove che nel paziente non considerano solamente l’unità corpo-mente ma che ne comprendono addirittura anche la componente spirituale in accordo con i dettami di una filosofia “New Age”.
Il panorama “salutistico” pertanto si è arricchito di “santoni” e “ciarlatani” che spesso svolgono “un esercizio abusivo della professione medica” sfruttando la “dabbenaggine” di pazienti facilmente manipolabili.
Willow
Queste ultime affermazioni sono espressioni frequenti nel panorama sanitario moderno troppo spesso rivolto a denigrare tutto ciò che esula dagli indirizzi imposti dalla “medicina egemone”. Non va sottovalutato, a tal proposito, lo scarso rispetto nelle capacità degli utenti di scegliere un terapeuta in base al principio, mai sufficientemente caldeggiato negli ambienti istituzionali, della “libertà di cura”.
La polemica, alla fine dei conti, penalizza l’ambiente medico che o tende ad abbracciare percorsi “alternativi”, mantenendo pochi e superficiali contatti con la pratica medica ufficiale, oppure rimane rigidamente ancorato al sentiero imposto dalla pratica corrente, con scarsa apertura verso strategie diagnostiche e terapeutiche non convenzionali. Dall’altra parte della “barricata”, o meglio, della scrivania, il paziente continua a riferire in maniera assai più complessa uno stato di sofferenza che non  può essere definito malattia ma malessere, non un’entità estranea che se ne è impossessata ma uno stato esistenziale alterato.