TRA MEDICINA SPECIALISTICA E FLORITERAPIA

Scleranthus



Honeysuckle
La medicina ai giorni nostri non è più la medicina dei nostri padri. E’ una medicina che ricerca ambiti di competenza sempre più ristretti e particolari dove l’unità dell’essere umano, del malato, è persa ed il quadro morboso è incasellato in una interminabile  rassegna di patologie. La pratica medica corrente è sempre più orientata a definire una patologia, a costo di inventarla,  perché così facendo risulta consequenziale percorrere uno specifico protocollo diagnostico e terapeutico.
 Qualcuno rimpiange i medici che potevano curare tutto. Il rammarico è per una medicina che ha perso la visione d’insieme a vantaggio dell’  infinita proliferazione di ambiti specialistici.
Vervain
Fa da contraltare, alla deriva della medicina ufficiale nell’oceano della multispecialità, il continuo sbocciare di discipline “olistiche” sempre nuove che nel paziente non considerano solamente l’unità corpo-mente ma che ne comprendono addirittura anche la componente spirituale in accordo con i dettami di una filosofia “New Age”.
Il panorama “salutistico” pertanto si è arricchito di “santoni” e “ciarlatani” che spesso svolgono “un esercizio abusivo della professione medica” sfruttando la “dabbenaggine” di pazienti facilmente manipolabili.
Willow
Queste ultime affermazioni sono espressioni frequenti nel panorama sanitario moderno troppo spesso rivolto a denigrare tutto ciò che esula dagli indirizzi imposti dalla “medicina egemone”. Non va sottovalutato, a tal proposito, lo scarso rispetto nelle capacità degli utenti di scegliere un terapeuta in base al principio, mai sufficientemente caldeggiato negli ambienti istituzionali, della “libertà di cura”.
La polemica, alla fine dei conti, penalizza l’ambiente medico che o tende ad abbracciare percorsi “alternativi”, mantenendo pochi e superficiali contatti con la pratica medica ufficiale, oppure rimane rigidamente ancorato al sentiero imposto dalla pratica corrente, con scarsa apertura verso strategie diagnostiche e terapeutiche non convenzionali. Dall’altra parte della “barricata”, o meglio, della scrivania, il paziente continua a riferire in maniera assai più complessa uno stato di sofferenza che non  può essere definito malattia ma malessere, non un’entità estranea che se ne è impossessata ma uno stato esistenziale alterato.

PLACEBO, NOCEBO E COMUNICAZIONE IN 4 PASSI


Scriveva Samuel Hahnemann, il fondatore dell’Omeopatia nel suo Organon al primo paragrafo dell’opera: scopo principale ed unico del medico è di rendere sani i malati ossia, come si dice di guarirli.
Il concetto è a mio avviso condivisibile qualsiasi indirizzo vogliamo noi dare alla nostra attività terapeutica. 

I medici devono guarire i malati, che ci riescano con un’ azione farmacologica o che l’ottengano grazie all’effetto placebo il risultato comunque soddisfa le intenzioni. Al contempo è importante agire su tutte le variabili che possano determinare un allontanamento del paziente dalla terapia. Tra esse ruolo preminente ha l’effetto nocebo.
Non è mia intenzione, in questo post, promuovere un sistema rivolto ad ottenere solamente  guarigioni spontanee. La mia idea è quella di sottolineare come il risultato delle nostre proposte terapeutiche, di qualunque tipo, sia molto influenzato dal nostro modo di porci nei confronti del paziente. Il successo di una cura è  legato anche alla nostra capacità di comunicazione.

MEDITAZIONE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE


Riportiamo oggi con estremo piacere una notizia proveniente dagli Stati Uniti d'America.

Un' equipe di ricercatori guidata da Glenn N. Levine per conto dell'American Heart Association (una delle principali società scientifiche operanti in campo cardiologico a livello internazionale) ha rivisitato tutti gli studi scientifici disponibili su varie forme di meditazione e di attività mente-corpo.
Questa revisione è stata la prima in assoluto proposta da una società scientifica di tale livello.
Sono state considerate tutte le forme di meditazione seduta, non solo la Meditazione Trascendentale, ma anche le altre forme come la Samatha, la Vipassana, Zen, Raja-yoga, le tecniche Mindfullness e così via, tra le attività mente corpo il Tai Chi o lo Yoga.
Premesso che gli studi condotti sull'argomento sono ancora  pochi e spesso  di qualità discutibile (in base ai criteri dell' American Heart Association), le conclusioni a cui giungono gli autori lasciano riflettere.

DORMIRE CON I FIORI DI BACH


Enunciavamo in un altro post i sei segreti per un sonno migliore suggeriti da Deepak Chopra, medico indiano.
Vale la pena elencarli qui nuovamente:
1- regolare il traffico dei pensieri
2- fare un riassunto della giornata
3- regolare l’alimentazione
4- cercare di rimanere al buio ed in silenzio
5- utilizzare l’aromaterapia
6- visualizzare delle immagini

CHE NOSTALGIA!

La nostra generazione ha riscoperto la nostalgia.
La generazione dei miei genitori non se lo è potuto permettere. Ai loro tempi il nostalgico per antonomasia era un fascista, quindi nessuno ostentava la nostalgia.
Nell'epoca dei social networks la nostalgia è diventata virale. E la nostra è una nostalgia venata di compiacimento! Siamo diventati nostalgici di tutto. Siamo nostalgici di Carosello, dei pantaloni corti, del cortile, dell’oratorio, della scuola, del motorino, della tv in bianco e nero, del Monello e dell'Intrepido, dei primi videogiochi, degli stivaletti, degli occhiali da sole e … così via.
E in fondo non c’è niente di male.
(cliccando sul link potrete ascoltare Nostalgia di Emily Barker)

Ma può la nostalgia diventare un problema?

E SE MI VIENE LA CHIKUNGUNYA?

La nostra attenzione e la preoccupazione dell’Opinione Pubblica per le “solite” malattie ogni tanto viene distratta da notizie riguardo malattie infettive “nuove”. 
A volte si tratta di epidemie temibili che generano una certa agitazione nell’Informazione e terrore tra la popolazione. 
Nella ultime settimane è il turno della Chikungunya, una malattia infettiva di cui fino a poco tempo fa personalmente ignoravo l’esistenza. 
La Chikungunya, è una malattia di origine virale trasmessa dalle zanzare (particolarmente dalla zanzara tigre). 

6 SEGRETI PER UN SONNO MIGLIORE



Sei sono i segreti, le regole fondamentali per un sonno migliore stando a quanto sostiene nella sua newsletter Deepak Chopra.
Faccio mia la lezione del medico indiano reinterpretando il suo pensiero.




OSAS!

Nella ricerca affannosa di nuove malattie la medicina moderna spesso finisce in vicoli ciechi. Sono sempre più gli opinionisti che contestano l’abitudine di inventare malattie. Dietro tutto ciò c’è quasi sempre un business. 
La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS secondo l’acronimo anglosassone) non è sfuggita a questo destino. 

IL DIAVOLETTO, LA CARDIOPATIA ISCHEMICA E LA DEPRESSIONE





In questo nostro blog ogni tanto si infiltra un diavoletto che andando a mettere il naso nelle pubblicazioni scientifiche internazionali ci invia dei commenti, maligni come lui, redatti a modo suo. Ecco quello che ci ha inviato oggi:





QUANDO IL RAPPORTO SI INVERTE. CONTRIBUTO DELLA FLORITERAPIA PER IL RUOLO DI FIGLIO/TUTORE

Una serie di fattori che vedono coinvolti i progressi in campo sanitario ma anche condizioni di vita di maggior comfort hanno portato ad un conseguente allungamento della vita media. Nella nostra epoca si vive di più e conseguentemente la popolazione è costituita da una percentuale di anziani più alta rispetto al passato. Ne consegue, insieme ad una serie di problematiche nel campo del “sociale” che non è mio intento affrontare in questa sede,  un cambiamento di ruoli all'interno delle famiglie. Così una larga popolazione di adulti più o meno giovani si vede in qualche modo “costretta” a gestire un mutato rapporto con i genitori anziani.

LA MEDICINA EGEMONE

C’era una volta la Medicina Ufficiale. Qualsiasi sistema terapeutico proponesse metodi e strumenti differenti veniva isolato nel ghetto delle cosiddette Medicine Alternative.
In un panorama di libertà tutto ciò era sì discriminante ma poneva in fondo poche limitazioni e la sfida era puramente dialettica. Lo scopo di molti pionieri è stato per anni quello di creare sistemi di cura alternativi in  patologie che rappresentano vere minacce per il genere umano come nel caso delle malattie neoplastiche. Affrontare le medicine non convenzionali nel “campo dell’impossibile” ha fornito molti argomenti ai sostenitori della medicina ufficiale negli anni ma nella quotidianità in tanti anni un numero sempre maggiore di utenti si è rivolto alle pratiche mediche non ortodosse in quanto considerate Medicine Dolci.